Sostenibilità

Nuovi materiali da scarti organici: l’idea di Mixcycling, la startup tutta italiana

C’è chi sta lavorando per realizzare nuovi prodotti con una minore componente plastica e di conseguenza anche con un minore impatto. Come la startup Mixcycling , che produce nuovi materiali partendo dagli scarti organici delle filiere del territorio. Un lavoro importante, perché la plastica che produciamo è davvero troppa.

Parliamo di quasi 400 milioni di tonnellate di plastica l’anno, di cui solo un terzo in Europa viene raccolto e riciclato a fine vita. È plastica che, se non viene adeguatamente raccolta e gestita, rischia di finire dispersa nell’ambiente, per finire poi in mare e nelle nostre spiagge. Basti pensare che secondo gli ultimi rilievi si trovano 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa. Si tratta di rifiuti per lo più usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, e oggi anche guanti e mascherine.

Mixcycling, nuovi materiali dagli scarti organici: l'intervista al fondatore Gianni Tagliapietra

Ma come funziona la produzione dei nuovi materiali Mixcycling? Quali sono le loro caratteristiche? Ne abbiamo parlato con Gianni Tagliapietra, Ceo e Co-funder della società. 

Mixcycling ha trovato il modo di ridurre parte della plastica impiegata realizzando nuovi prodotti. Di cosa si tratta?

In questo momento ci troviamo in un periodo di transizione. Da una parte c’è un movimento per eliminare la plastica, che però ci serve in ambiti vitali, come quello sanitario. Quello che fa Mixcycling è ridurre la componente di materiale plastico nei prodotti, utilizzando e aggiungendo fibre vegetali di scarto come il legno, sughero, lolla di riso, crusca provenienti dalle aziende locali, e sostituendo così il materiale plastico dal 10 al 60 per cento. Abbiamo così una riduzione importante della risorsa fossile, evitando emissioni di CO2. In più utilizziamo miscele di plastiche biodegradabili, abbassando l’utilizzo di bioplastiche vergini, sempre sfruttando gli scarti di filiere biologica, perché anche le plastiche biodegrabili hanno un impatto.

Infatti, una delle particolarità della vostra start up è che avete sviluppato tutta una serie di materiali innovativi, partendo dagli scarti organici di produzione. Un modo per nobilitarli?

Questo fa parte proprio del nostro processo brevettato. Noi prendiamo lo scarto e lo nobilitiamo; sia dal punto di vista di sanificazione, che per la creazione di un nuovo materiale.

Quali sono i vantaggi di questi nuovi materiali?

Il primo è il minor impatto ambientale. Misuriamo la differenza tra gli oggetti prodotti col materiale originale e Mixcycling attraverso lo studio del ciclo di vita: in alcuni casi arriviamo anche un impatto minore del 70 per cento. L’altra caratteristica è di avere aspetto sia visivo che tattile molto naturale. Questo aiuta la fase di vendita e marketing, perché l’utente può toccare con mano la naturalità del prodotto finale. Il nostro materiale viene recepito dai nostri sensi come più naturale.

Ci racconta la tecnologia dietro a questo nuovo materiale? Come riescono a coesistere polimeri plastici e materia organica, dando caratteristiche così uniche?

La nostra tecnologia è al plasma freddo, la prima applicata a questo tipo di prodotti. Il plasma serve per sanificare e purificare. Nella seconda parte del processo facciamo in modo che nasca un vero e proprio materiale, non solo una “miscela”. È questo il cuore del processo: alla fine abbiamo un materiale nuovo che ci permette di impiegare più fibra, aumentando il valore ambientale e riducendo i costi di produzione. Noi pensiamo infatti che la sostenibilità debba essere anche a livello economico per avere un’adozione di massa, ovvero avere un prezzo competitivo rispetto ai materiali plastici.

Essendo ancora una giovane impresa, ci dite come stanno rispondendo il mercato e i consumatori a questa novità?testazione

Siamo nati a febbraio del 2020, come spinoff di un’azienda industriale e di conseguenza anche il nostro approccio è industriale e siamo già in produzione. Il mercato sta rispondendo bene, tanto che stiamo pensando ad un nuovo impianto. Le varie aziende sono molto interessate a questo prodotti e con molte di esse stiamo iniziando una nuova fase di sperimentazione.

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